Partito di Alternativa Comunista

25 aprile: il vero antifascismo è anticapitalismo

25 aprile: il vero antifascismo è anticapitalismo

 

 

 

Volantino di Alternativa comunista

 

 

Quest’anno la scadenza del 25 Aprile assume un significato particolare.

La presenza al governo di una coalizione di estrema destra, guidata da una presidente del consiglio esponente di un partito diretto erede del criminale regime fascista che terrorizzò prima l’Italia e poi l’Europa per molti anni, fa sì che questa ricorrenza non possa essere festeggiata in un modo solamente retorico.
Se il governo Meloni ha riacceso l’attenzione di larghi settori di giovani, donne e lavoratori, alla necessità di combattere ogni rigurgito neofascista, bisogna essere consapevoli di chi vuole utilizzare in maniera strumentale questo genuino senso popolare.
Non sono perciò credibili come paladini della lotta al fascismo i dirigenti di partiti come il Pd, che fino a poco prima delle elezioni dello scorso 25 settembre dialogavano amabilmente con Meloni e altri dirigenti di Fratelli d’Italia, confrontandosi su quali politiche razziste e antioperaie fosse più utile applicare.
La loro conversione all’antifascismo è puramente strumentale: è la speranza di poter riconquistare credibilità in questi settori popolari che hanno nel tempo voltato le spalle al partito della Schlein a causa delle politiche antioperaie imposte negli ultimi anni.
Così come non è credibile l’afflato antifascista che con l’approssimarsi della festa della Liberazione, che ricordiamo fu principalmente una insurrezione operaia, colpisce i dirigenti della Cgil. Gli stessi che poco più di un mese fa hanno accolto con tutti gli onori una premier post-fascista al loro congresso nazionale. Gli stessi dirigenti che si rifiutano di convocare una vera mobilitazione di massa, come quella a cui stiamo assistendo in questi giorni in Francia, nonostante il governo continui con i suoi attacchi al mondo del lavoro.
Per noi l’antifascismo non è una medaglia da mettersi ogni 25 Aprile, ma è ricordarne il vero significato. Quello di una lotta iniziata nelle fabbriche di Milano, Torino, Genova nella primavera del 1943 e che nell’aprile di due anni dopo non voleva limitarsi a farla finita con Mussolini e soci ma anche con quelle famiglie della borghesia italiana, Agnelli in testa, che avevano sostenuto il regime per un ventennio.
Se ciò non avvenne fu a causa del tradimento del Partito comunista italiano che, sotto la guida di Togliatti, divenne lo strumento della collaborazione di classe che consentì ai padroni di tornare a controllare le fabbriche dalle quali i partigiani in armi li avevano cacciati.
L’antifascismo è di classe o non è. Per questo noi lottiamo contro il capitalismo, per farla finita una volta per tutte con un sistema che in nome del profitto riduce alla miseria milioni di persone, creando le condizioni perché la barbarie fascista possa ripresentarsi. Noi non lo permetteremo.

 

Ora e sempre Resistenza!

Contro il governo dei padroni!

Per l’indipendenza di classe del movimento operaio!

A fianco dei lavoratori in lotta in Francia e negli altri paesi europei!

Contro l’Unione europea imperialista!

Per gli stati uniti socialisti d’Europa!

Costruiamo il partito rivoluzionario necessario per la vittoria!

 

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